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Come il private 5G mantiene connessi i droni sul campo

I droni sono sempre più utilizzati nelle operazioni di ricerca e soccorso, nella valutazione dei danni, nel monitoraggio ambientale e in altre attività in cui le persone non possono raggiungere facilmente l'area. Possono fornire una visuale dall'alto, raccogliere dati e aiutare le squadre a comprendere cosa sta accadendo sul terreno.

Ma tutto questo dipende da un requisito fondamentale: un collegamento di comunicazione affidabile tra il drone e le persone che lo gestiscono.

Una rete Private 5G deployable risolve questa limitazione portando un'infrastruttura di comunicazione dedicata e standalone sul posto. Questo garantisce la trasmissione in tempo reale di flussi video ad alta risoluzione e dati di telemetria, anche in totale assenza di reti pubbliche.

La sfida della connettività per i droni nelle emergenze

Nelle operazioni quotidiane, i droni possono fare affidamento sulle reti mobili pubbliche, su collegamenti radio dedicati o sul Wi-Fi. Sul campo, tuttavia, la connettività disponibile dipende dall'ambiente.

Le difficoltà di connettività possono emergere in diversi scenari operativi:

  • Disastri naturali: le infrastrutture di comunicazione possono essere danneggiate o non disponibili dopo un terremoto o un'alluvione.
  • Aree remote: la copertura delle reti pubbliche potrebbe semplicemente non essere disponibile.
  • Ambienti complessi: porti, siti industriali e aree montuose spesso non dispongono di infrastrutture già presenti.

Per le squadre di emergenza, questo porta a una domanda pratica: cosa succede quando la connettività necessaria al drone non può essere data per scontata?

Se il collegamento di comunicazione è inaffidabile o non disponibile, il valore operativo del drone si riduce. I flussi video possono diventare difficili da trasmettere, la telemetria può essere interrotta e la squadra da terra può avere meno informazioni a disposizione per prendere decisioni.

Quando la rete non è disponibile, o non è affidabile, il tempo di volo, il raggio operativo del drone e la qualità dei dati che riesce a trasmettere sono tutti limitati, proprio nel momento in cui sono più importanti.

Come la rete Private 5G NGCI supporta le operazioni dei droni

La connettività deployable adotta un approccio diverso: invece di adattare la missione all'infrastruttura disponibile, l'infrastruttura di comunicazione può essere portata nell'area in cui è necessaria.

Questo è il ruolo di NGCI (Next Generation Communication Infrastructure). NGCI è la rete private 5G standalone di SMA-RTY, progettata per essere installata sul posto e operare in completa indipendenza dalla copertura mobile pubblica. La rete può essere configurata in base all'ambiente specifico e ai dispositivi connessi, dai droni e sensori ai terminali utilizzati dagli operatori da terra.

Per le operazioni con i droni, questo crea un livello di comunicazione dedicato tra il velivolo e la squadra che gestisce la missione.

NGCI non rende la connettività dipendente da ciò che è già disponibile nell'area. Porta la rete direttamente nello scenario operativo.

Testare la connettività drone-5G in scenari reali

Questo approccio è stato anche al centro di una proposta sviluppata da SMA-RTY insieme al POLITO (Politecnico di Torino) e presentata dal nostro Senior Business Developer Enzo Manco durante il ToMove Sprint Dive.

L'evento è stato organizzato da CTE NEXT (Casa delle Tecnologie Emergenti di Torino) nell'ambito del ToMove Living Lab, un'iniziativa dedicata alla sperimentazione e all'accelerazione di nuove tecnologie attraverso test in contesti reali. Il ToMove Sprint Dive ha riunito aziende, organizzazioni di ricerca e altri partner dell'ecosistema per esplorare casi d'uso concreti e opportunità di sperimentazione.

Nell'ambito della sessione Use Case and Experimentation Acceleration, Enzo ha presentato la proposta sviluppata con il POLITO: esplorare la connettività drone-5G insieme alla Protezione Civile e ad altre organizzazioni di emergenza, portando la tecnologia in uno scenario operativo sul campo.

L'obiettivo non è semplicemente dimostrare che un drone può connettersi a una rete 5G. È capire come questa connettività possa supportare il lavoro delle persone che utilizzano concretamente la tecnologia durante un'operazione di emergenza.

Enzo Manco presenta la proposta di SMA-RTY per la connettività drone-5G durante il ToMove Sprint Dive

I requisiti operativi della connettività drone-5G sul campo

NGCI è già stato testato in ambienti controllati. L'esperimento sul campo proposto con il POLITO sposta l'attenzione su una domanda diversa: come può il private 5G deployable supportare le operazioni con i droni quando la connettività è parte di un vero flusso operativo di emergenza?

Lavorare con la Protezione Civile e altre squadre di emergenza permetterebbe di valutare la tecnologia nel contesto di requisiti operativi reali, tra cui:

  • l'estensione geografica dell'area da coprire,
  • la posizione e la mobilità del drone,
  • il volume e la tipologia di informazioni da scambiare,
  • e l'interazione degli operatori con la rete locale e i dati trasportati.

Questo è un passaggio importante perché, in ultima analisi, sono le esigenze della missione a definire i requisiti di connettività.

Un drone che opera sopra un’area inaccessibile richiede più di un generico 5G. Ha bisogno di un’infrastruttura di comunicazione dispiegabile, in grado di fornire una copertura mirata, supportare flussi di dati ad alto volume e rimanere sotto il controllo diretto della squadra che gestisce la missione.

La connettività come parte dell'infrastruttura della missione

Nelle operazioni di emergenza, la rete di comunicazione è parte dell'infrastruttura operativa.

Se le reti pubbliche esistenti sono disponibili e affidabili, le squadre di emergenza possono utilizzarle. Tuttavia, quando la copertura è assente, danneggiata o insufficiente, una rete private 5G deployable offre un approccio alternativo: portare la connettività direttamente dove si svolge l'operazione.

La proposta sviluppata da SMA-RTY e POLITO rappresenta un passo in questa direzione, portando la connettività drone-5G da una dimostrazione tecnologica verso uno scenario sul campo in cui i requisiti provengono direttamente dalle persone che la utilizzano.